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DOM DESCHAMPS

 

da L’Illuminismo e la rinascita dell’ateismo filosofico,

tomo II°, dal capitolo VIII°, § 8.1, pp.512-513.

 

 

 

Un altro grande esponente dell’utopia ugualitaria è il frate benedettino Léger-Marie Deschamps (1716-1774), più noto come Dom Deschamps; un personaggio interessante e singolare che è latore di una metafisica della socialità basata su di un modello di “stato etico” e comunista che prevede  la comunità dei beni e delle risorse. Dopo Les lettres sur l’esprit du siècle, un‘opera in difesa della vita monastica, egli pubblica nel 1770 La voix de la raison contre la raison du temps, una confutazione del Système de la nature di d’Holbach. Ma è Le vrai système ou   le mot  de l’énigme metaphysique et morale, scritto probabilmente poco dopo (ma scoperto nell’800 e pubblicato solo nel 1939), a costituire il suo capolavoro. In esso si delinea un sistema di società umana metafisicizzata e astratta, dove non esiste il diritto di proprietà, dove tutto è messo in comune (comprese le donne), dove non esiste alcuna struttura gerarchica, dove nessuno comanda, dove l’aggressività umana è del tutto assente e tutti si vogliono bene. L’aspetto più curioso di questo sogno utopico sta nel fatto che questa società ideale non è collocata nello spazio, in qualche posto, ma unicamente nel tempo, come “futuro dell’umanità”,  in una proiezione teorica che egli chiama “nullismo” (rienisme). Questo frate ha il suo momento di notorietà quando trova un convinto discepolo nel marchese Marc-René de Voyer d’Argenson, che lo mette in contatto con numerosi intellettuali del tempo, tra i quali Helvétius, d’Alembert, Voltaire, Robinet e Diderot, al fine di convertirli a questa religione del futuro e costituire la comunità “dei Veggenti”. Il tentativo non ha successo, ma non pochi furono coloro che rimasero affascinati da questo singolare personaggio di profeta visionario di un’umanità ideale e beata che si fonda su una vera e propria mistica sociale.