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il PROTO-COMUNISMO









Il simbolo della falce e del martello
costituisce da almeno un
secolo il richiamo
ineludibile allo straordinario movimento
socio-culturale che ha inizio con Marx
ed Engels verso la metà dell'Ottocento,
e che in maniera più o meno tumultuosa
ha percorso il XIX secolo
e soprattutto il XX,
segnandoli profondamente.


Con la nascita nel 1917 del
comunismo istituzionale nella
Unione delle Repubbliche Sovietiche,
e la sua estensione in metà dell'Europa
tra il 1945 e il 1946, inizia l'epoca
storicamente nota come quella
del "socialismo reale", in un blocco
di nazioni dell'Est europeo
che si contrappose a quello
"capitalistico" dell'Occidente
tra il 1945 e sino al 1989.



Quello che perlopiù si ignora
è che il comunismo, o almeno l'idea
e la formualazione di esso, precedono
di gran lunga i due teorici tedeschi,
dell'800 Marx ed Engel,
ai quali (specialmente al primo)
è riconosciuta la fondazione
del comunismo.


L'idea comunista nasce infatti all'nizio
del Settecento in Francia, percorrendo
in vario modo la prima metà del secolo
con importanti riflessi intellettuali,
per quanto poco incisivi sulla cultura
illuminista, perlopiù rappresentata
da intellettuali di estrazione borghese,
poco sensibili a principi come
"governo del popolo",
"proprietà comune",
"abolizione della proprietà privata".


I tre intellettuali che teorizzano
il comunismo, tra l'inizio del XVII secolo
e la metà di esso rispondono ai nomi
di Morelly, Dom Deschamps
e specialmente Jean Meslier.



I testi che sono qui proposti alla lettura
fanno parte del saggio in 2 volumi

L'Illuminismo e la rinascita
dell'ateismo filosofico



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Morelly
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Deschamps
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Meslier


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10 novembre 2008